
Primo weekend dell'anno a spasso per l'Europa e nuovo stato da aggiungere a quelli visitati: destinazione Budapest, in Ungheria. Dopo svariati anni a fare la polvere nella lista dei posti da vedere, arriva finalmente l'occasione per visitare la capitale sul Danubio. Le aspettative, forse troppo alte, non sono state mantenute: sarà stato il brutto tempo, saranno state le difficoltà dovute ai festeggiamenti per il giorno dell'indipendenza o sarà l'inevitabile "tassa turistica" che rende la città poco economica, a malincuore ho lasciato Budapest con l'amaro in bocca.
I bagni termali di Budapest
La parte che più mi ha sorpreso e lasciato soddisfatto è stata la visita ai bagni Gellért, tra i più rinomati dei vari bagni termali di cui Budapest è piena. Situati all'interno di un hotel in riva al Danubio, nella parte di città chiamata Buda, sono sicuramente una delle esperienze da provare tra quelle che offre la città. Lo stile inconfondibile dell'Art Nouveau è presente in ogni dettaglio dell'edificio, dai pavimenti degli spogliatoi alle colonne che circondano la piscina principale. Uno spettacolo per gli occhi che diventa allo stesso tempo un'opportunità per rilassarsi passando dai 38° della vasca più calda ai 27° di quella più fredda.
L'architettura per voler essere una grande città Europea
Gli stili architettonici che si possono vedere girando nelle strade di Budapest raccontano di come, prendendo spunto da altre capitali Europee viste globalmente come esempi unici di espressione artistica (Vienna e Parigi su tutte), la città ungherese sia stata costruita e ricostruita, nei due post-guerra, con il chiaro intento di mettersi in mostra al mondo. Al centro di tutto, troviamo la cattedrale di Santo Stefano, costruita sulla collina dove la popolazione trovò rifugio dall'alluvione del 1838 che distrusse la parte bassa della città. Un aneddoto sulla cattedrale, regalato dalla guida del tour a piedi a cui ho partecipato, è che dagli Ungheresi è ormai chiamata "la cattedrale della mano destra e del piede sinistro". Al suo interno ospita infatti la mano destra perfettamente mummificata di santo Stefano, da cui prende il nome, ed è anche il luogo di sepoltura di Ferenc Puskás, probabilmente il calciatore ungherese più famoso mai vissuto, il cui piede sinistro viene venerato a livello di una santa reliquia.
Un weekend di alti e bassi, sicuramente al di sotto delle aspettative di una città il cui fascino e carattere va sempre più scemando, travolti ed erosi dalle ondate di turisti che sommergono la città alimentando una globalizzazione ormai inevitabile. Un vero peccato dunque non aver visto prima Budapest, o l'ombra della città che fu.
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